Prof.Paolo Toni: la matematica nel cuore

di Redazione

Dei 50 anni del Fermi ne ho vissuti 29 come insegnante di Matematica e Fisica nel triennio, dal 1° ottobre 1981 al 31 agosto 2010. Ho insegnato a lungo nel corso G, poi nei corsi A, F e C. Al Fermi ho portato le esperienze di gioco e di gara matematica in classe che avevo sperimentato per tre anni all’ITAS Duca degli Abruzzi di Padova e per due anni in un Nucleo di ricerca didattica del CNR da me promosso e animato. Nei primi anni mi limitavo a far partecipare i miei alunni alle selezioni delle Olimpiadi Matematiche Nazionali, ma successivamente, con l’adesione di altri docenti, dal 1985 anche alla gara matematica “Città di Padova”, da me ideata e organizzata con la collaborazione del Prof. Morgantini dell’Università di Padova: una delle prime e storiche gare matematiche cittadine in Italia, oggi giunta alla 34a edizione.

I ragazzi e le ragazze del Fermi cominciarono subito a distinguersi sia a livello locale che nazionale. Nel 1989 furono 6 su 300 gli studenti del Fermi ammessi alla finale italiana di Cesenatico: Nicola Laurenti 5H,  Roberto Mancin 4H, Dimitri Cariolaro 5H, Elena Mantovan 3G, Marco Zordan 5A e Giuseppe Stoppato 5E. I primi due, insieme ad un ragazzo di verona ed altri 15 delle altre regioni d’Italia furono convocati a Cortona (AR) per una settimana di allenamento intensivo in vista delle Olimpiadi mondiali; per la prima volta in Italia 2 “atleti” dello stesso liceo! Intanto la giovane Elena Mantovan cresceva e il 1991 fu l’anno dell’exploit nazionale  del Fermi: Elena Mantovan si classificò 1a ragazza d’Italia. Il Gazzettino pubblicò una breve intervista a lei dal titolo “Il Fermi re della Matematica”, con tanta soddisfazione della grande Preside Fernanda Cavaliere (La Fernanda…), ex insegnante di Matematica e Fisica al Nievo, che tanto teneva al sapere matematico!  

Molto più tardi, negli anni 2000 un altro mio allievo Giacomo Drago si classificò per tre anni di fila tra i primi 10 studenti a livello nazionale nelle gare Kangourou (Bravissimo quanto umile, ammirato da tutti, compagni e colleghi). Al Fermi portai subito anche una novità per l’epoca: il voto 10 e 10 e lode in Matematica e in Fisica mentre la tradizione era di non superare la barriera dell’8.

Ricordo molti 10 in Matematica e/o in Fisica: Marco Peserico, Simone Buso, Lucia Costa, Stefano Delle Monache, Elena Mantovan, Pier Domenico Lamberti, Paolo Chioetto, Pierluigi Giovannucci, Lorenzo Ferlini, Lucia Gabelli, Giacomo Drago. Sicuramente ho dimenticato qualcuno. Dare 10 in pagella non è stata un’operazione in discesa, senza ostacoli. Di questo voto, pienamente legale ma inconsueto, se n’è parlato più volte anche in collegio dei docenti con diverse posizioni. Una segnalazione particolare va a Elena Mantovan, alla quale in tutti gli scritti del triennio in Matematica quando andava bene prendeva 10 e lode e quando andava male solo 10.

Un altro aneddoto riguarda Simone Buso, bravissimo, che raramente riusciva a prendere meno di 10. In una selezione di liceo si perse nella graduatoria di Istituto ma fu l’unico di tutto il Liceo che non sbagliò nemmeno un quesito a risposta multipla: come a dire che una sua risposta era una garanzia!

Parlare oggi di gare matematiche è ordinaria amministrazione ma all’inizio degli anni ’80 non era così! Non c’erano occasioni, mancava una mentalità e una tradizione. Per questo nel 1985 pubblicai il mio libro “Disfide matematiche a scuola” che riportava le esperienze fatte all’ITAS Duca degli Abruzzi, i risultati del Nucleo di ricerca didattica del C.N.R. e le prime esperienze al Fermi.

Era una pubblicazione frettolosa, con alcuni errori di teoria dei numeri, che aveva lo scopo principale di promuovere le gare di matematica a scuola, perché l’Italia era in netto ritardo nel contesto europeo.

La gioia del 10 invadeva anche la Fisica! Quanti esperimenti abbiamo inventato! Col validissimo aiuto dell’Assistente di Laboratorio Paolo Toniolo e con il confronto costante col collega Paolo Zampirollo (molti colleghi ci chiamavano “I tre Paoli!”) abbiamo utilizzato le attrezzature non solo in senso canonico ma variando, oltre i manuali, e improvvisando “in diretta” con gli allievi, creando e sperimentando situazioni sempre nuove. Ma le meraviglie del Fermi non sono rimaste solo tra le mura del Fermi! Con alcuni ex allievi ho continuato una collaborazione didattico/scientifica molto proficua. Con Pier Domenico Lamberti, oggi stimato docente di Analisi a Ingegneria a Padova, appena uscito dal Liceo ho iniziato la stesura di un testo di approfondimento dei principali concetti dell’Analisi, giungendo nel 1996 alla pubblicazione, con la SEI di Torino del libro Esplorando l’Analisi Matematica dove approfondivamo molti lavori fatti in classe al Fermi.

 

Più tardi la collaborazione con Pier Domenico Lamberti si arricchiva del contributo davvero virtuosistico di Giacomo Drago. Così giungevamo ad una prestigiosa pubblicazione sulla rivista The American Mathematical Monthly di un articolo in continuità col testo di Analisi precedente ‘A “Bouquet” of Discontinuous Functions For Beginners in Mathematical Analysis’.

 

Su suggerimento di un mio carissimo amico, monaco di Praglia, mi sono sentito in dovere di riassumere tante esperienze e strategie didattiche sperimentate a lungo con i ragazzi e le ragazze del Fermi e così ho pubblicato in autoeditoria “Dov’è il cuore della matematica?”.

 

La risposta al titolo del libro è abbastanza scontata: “Nel cuore degli studenti e dei loro insegnanti!” e si esplicita con tante attenzioni e relazioni di valorizzazione!

I ricordi sono tanti, compresi quelli musicali! Come non ricordare le gite a Firenze del corso C, con il collega Nilo Ruaro, dove si ammirava Arte sacra e profana, Scienza, Letteratura, Storia, si degustava buona cucina, ma si suonava anche buona musica! All’organo Giacomo Aduso, al violino Anna Ferrari, al pianoforte Emiliana Tognon e altri pianisti, Caterina Perini al flauto traverso… suonando ovunque: sotto il Crocifisso del Cimabue, su Ponte Vecchio, nella chiesa di San Marco, in una villa del ’500 col piacere di turisti e passanti! Infine il piacere di tanti cari colleghi a fianco: il caro Dionisio Gardini, l’insuperabile Grazia Mazzucato (Lady Grace), Paolo Zampirollo e tanti altri…

Sono riconoscente a Dio, ai miei allievi, uno per uno, ai colleghi e a tutto il personale del Fermi di avermi concesso questa esperienza straordinaria! Grazie Fermi!

Paolo Toni