Fermi in Prato: Blade Runner e le emozioni di Roberto Mancin

di Redazione

Blade Runner è un film di fantascienza del 1982, (…) ambientato nel 2019 in una Los Angeles distopica, dove replicanti dalle stesse sembianza dell’uomo vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra – terrestri. I replicanti che si danno alla fuga o tornano illegalmente sulla Terra vengono cacciati e “ritirati dal servizio”, cioè eliminati fisicamente, da agenti speciali chiamati blade runner. La trama ruota attorno ad un gruppo di androidi recentemente evasi e nascostisi a Los Angeles, e al poliziotto Rick Deckard, ormai fuori servizio, ma che accetta un’ultima missione per dare loro la caccia.

Ieri 16 aprile 2019 fra le centinaia di persone accorse per festeggiare il 50° compleanno del Fermi c’erano anche 4 persone elettroniche: Nao-Enrico, Nao-Alberto, Sanbot-Bettina e Pepper

Il francese Nao (60 cm), il cinese Sanbot (90 cm) ed il giapponese Pepper (121 cm) sono attualmente gli unici robot umanoidi in commercio in Italia e ieri hanno dato prova di stare benissimo in mezzo ad umani. Fortunatamente nessun fan di Harrison Ford ha cercato di romperli

Un evento storico, per gli appassionati di robotica e di fantascienza. Cosa diranno fra 50 anni i nostri robot-badanti vedendo le foto ingiallite dei loro nonni?

Proveranno emozioni simili a quelle che sto provando io guardando la seguente foto con gli ex compagni di classe Silvia Guarnieri, Riccardo Munari (5H 1990) e con Pepper scattata in atrio dalla dirigente Alberta Angelini?

Scrivere nel 2019 che forse nel 2069 i Robot-Badanti saranno in grado di emozionarsi è un rischio dato che Pepper, Sanbot e Nao ora sono freddi come un frigorifero e coscienti come una lavatrice ma se nel 1990, uscendo dal Fermi mi avessero detto che sarei rientrato con un “robot empatico” mi sarei messo a ridere…. eppure… il futuro non è più quello di una volta e dire oggi cosa nel 2069 non sarà possibile fare è folle.

N.B. “Empatico” non perché si commuove vedendo bambini che lottano contro il male, ma perché attraverso lui ogni bambino “lotta, cade e si rialza (cit sigla italiana Grande Mazinga)”

… chi vivrà vedrà

Roberto

P.S. Nell’1982, l’anno in cui al cinema uscì il film Blade Runner ambientato nel lontano 2019 il Prof Paolo Toni diede al suo brillante alunno Marco Peserico un 10 in matematica in pagella. Fu probabilmente il primo di una lunga serie ma prima di questa audace follia la tradizione era di non superare la barriera dell’8.

Scrive il prof Paolo Toni in una sua bellissima testimonianza (https://www.50annifermi.com/testimonial/prof-paolo-toni-la-matematica-nel-cuore/)

Al Fermi portai subito anche una novità per l’epoca: il voto 10 e 10 e lode in Matematica e in Fisica mentre la tradizione era di non superare la barriera dell’8.

Ricordo molti 10 in Matematica e/o in Fisica: Marco Peserico, Simone Buso, Lucia Costa, Stefano Delle Monache, Elena Mantovan, Pier Domenico Lamberti, Paolo Chioetto, Pierluigi Giovannucci, Lorenzo Ferlini, Lucia Gabelli, Giacomo Drago. Sicuramente ho dimenticato qualcuno. Dare 10 in pagella non è stata un’operazione in discesa, senza ostacoli. Di questo voto, pienamente legale ma inconsueto, se n’è parlato più volte anche in collegio dei docenti con diverse posizioni. Una segnalazione particolare va a Elena Mantovan, alla quale in tutti gli scritti del triennio in Matematica quando andava bene prendeva 10 e lode e quando andava male solo 10.

Marco: nell’1982 ti saresti aspettato un futuro così bello? Non dico che Padova sia una citta utopica (anche se Prato della Valle ieri sera era bellissimo) ma nemmeno distopica come la Los Angeles rappresentata in Blade Runner? Te lo aspettavi un modo pieno di simpatici “cuccioli di robot?”

“Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”

Blade Runner 1982-2019