Un percorso impegnativo, un percorso di vita, il ricordo di Nicola Miolo

Leggo dalle cronache che sono in pieno svolgimento in città i diversi eventi in programma per ricordare (e festeggiare) i 50 anni del “Fermi”, e come diplomato nel 1982 presso lo stesso Istituto, desidero esprimerLe la mia emozione nel leggere queste notizie.
La permanenza al “Liceo del Prato”, infatti, è un elemento fondamentale della mia esistenza, fin dal momento in cui scelsi la strada del cambio di Istituto, essendo deluso dalle prime settimane di scuola in un  altro Istituto della città, fortemente influenzato dallo scontro tra gli opposti estremismi che caratterizzava la vita di Padova (era il 1977…).
Quella che mi fu proposta non fu una scorciatoia, o un percorso più semplice per il conseguimento del diploma, ma un percorso impegnativo, “accompagnato” dalla presenza di docenti che si sono rivelati maestri esigenti, sia nel senso della disciplina da loro insegnata sia nel senso di palestra di vita per il futuro. Ne ricordo alcuni: il prof. Nilo Ruaro (Lettere), la prof.ssa Viola (Matematica), il prof. Soppelsa (Storia e Filosofia), e tanti altri, senza dimenticare la Dirigente Cecilia Favaro (come dimenticare il colloquio con lei al mio arrivo al “Fermi”?).
Fu una scelta giusta, che mi permise di attraversare quei tempestosi anni della nostra città mettendo al primo posto la ricerca per una formazione culturale di alto livello, che a sua volta mi aprì poi la strada alla scelta universitaria e poi a quella professionale di diventare, a mia volta, docente. 
Alcune amicizie maturare tra i banchi di scuola sono ancora parte della mia vita, altre le porto nel mio cuore, come il compagno di classe Malesani, tragicamente scomparso durante una escursione in montagna con la famiglia, alla vigilia della classe quarta.

Nicola Miolo.