Roberto Mancin e la preistoria dell’Informatica

A molti è noto che l’ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Computer) fu il primo calcolatore elettronico ‘general purpose’ della storia. Venne infatti acceso il 15 febbraio 1946.

Pochi invece sanno che Enrico Fermi fu uno dei primi ad usarlo per qualche mese anche se una delle sue 18.000 valvole si rompeva in media ogni 2 ore. Quando alla fine dell’anno venne momentaneamente spento il nostro “protettore” rimase senza risorse di calcolo. Non si disperò ma da solo ideò uno strumento, noto come FERMIAC, con una capacità di calcolo paragonabile a quella del mitico ENIAC ma molto più affidabile. Purtroppo il FERMIAC poteva essere usato solo negli studi sul trasporto dei neutroni. Era infatti un computer analogico, una sorta di pallottoliere; serviva solo per velocizzare i calcoli di Fermi. Nulla di digitale quindi perché completamente analogico e non riprogrammabile per altri calcoli ma, in mancanza di meglio, fu utilissimo dato che L’ENIAC venne riacceso solo nel gennaio 1947, ovvero dopo il tempo necessario per smontarlo, trasportarlo e rimontarlo in un’altro luogo. Non era un computer portatile!

Il primo computer del liceo scientifico statale E.Fermi di Padova

Nell’anno scolastico 1989/90, ovvero 40 anni dopo, venne acquistato un computer. Era un Macintosh Plus (it.wikipedia.org/wiki/Macintosh_Plus). 1MB di memoria RAM, CPU Motorola 68000 dotato appunto di circa 68.000 transistor (7 miliardi ne ha la CPU della XBOX ovvero 1/100.000), floppy disk da 800KB. Caratteristiche hardware pazzesche per quei tempi non solo rispetto al FERMIAC e all’ENIAC ma anche rispetto ai microcomputer come Apple I o agli home computer come il mio ZX81 (8500 transistor). Nessuno però sapeva cosa farci. Probabilmente era il primo computer dotato di mouse, icone e finestre acquistato da una scuola Italiana; non esistevano indicazioni ministeriali e risorse didattiche per computer così potenti e sofisticati.

Questo sofisticato oggetto (anche se il mitico Intel 486 con più di un milione di transistor era già in commercio nel 1990) era custodito nel luogo più sicuro del Fermi: il laboratorio di fisica gestito dall’indimenticabile Paolo Toniolo.

 Indimenticabile fu quella volta in cui ebbi l’onore, insieme ad un altro mio compagno di classe appassionato come me di computer (molto meno nerd però) di nome Dario Tortora, di poter usare liberamente (quasi) per molte ore il piccolo mostro: l’Apple Macintosh Plus. Il nostro docente di Matematica, il prof. Paolo Zampirollo, simpaticamente ci sfidò a scrivere un programmino per disegnare il grafico della funzione studiata nel compito appena svolto. Per orgoglio e giovanile incoscienza accettammo la sfida; del resto si trattava di dover implementare in BASIC un semplicissimo algoritmo: un banale loop per tracciare la linea di congiunzione fra il punto x,f(x) ed il punto successivo. Facile sarebbe stato farlo oggi in JAVA, ma allora io e Dario ci abbiamo messo 2 giorni. Il problema non fu scrivere il codice a casa di pomeriggio, ma farlo funzionare a scuola la mattina dopo, dato che l’interprete BASIC dei nostri Amiga aveva una sintassi leggermente diversa da quella del BASIC per Macintosh. Ora esistono numerose app gratuite che non solo fanno il grafico ma calcolano pure derivata prima, seconda, punti notevoli e asintoti della foto di una funzione. Fantascienza 30 anni fa ma chissà fra 50 anni cosa faranno i discendenti dei robot del Fermi? Ma questa è un’altra storia e sarà bello parlarne quando nel 2068/69 il primo secolo di vita del mitico Liceo Fermi di Padova verrà festeggiato. Probabilmente saranno loro a stappare le bottiglie di champagne!

Roberto

 

P.S. Segnalo che Dario è diventato uno dei massimi esperti in Italia di computer Apple. Per anni ha collaborato con la rivista Applicando (it.wikipedia.org/wiki/Applicando -> Dario Tortora); io invece mi sono laureato in informatica e sono l’unico padre al mondo i cui figli non ne possono più di vedere robot umanoidi dopo l’indigestione iniziata proprio nel laboratorio di fisica nel giugno del 2015. Da quel giorno è stato per loro un susseguirsi di robot umanoidi sempre più empatici. ——————-

“Il carrello Monte Carlo, o FERMIAC, è un computer analogico inventato dal fisico Enrico Fermi nel 1946 quale ausilio negli studi sul trasporto dei neutroni. L’ideazione di un dispositivo del genere voleva sopperire alle necessità di calcolo durante una pausa forzata nell’operatività di ENIAC, dovuta al suo trasloco in altra sede.” – da it.wikipedia.org/wiki/FERMIAC

P.S.2 L’immagine in evidenza, che pesa 4.8 MB, scattata da Sebastiano Galazzo nel Giugno 2015

La foto ritrae, nel laboratorio di fisica NAO
Enrico, vestito da Goldrake con me e i miei due figli. Per
trasportarla non sarebbero bastati 6 dischi  vuoti del vecchio Mac e
non sarebbe stato possibile visualizzarla su un monitor in bianco e nero